Digital Divide

Documento comparativo tra la situazione italiana ed europea della diffusione della banda larga

Analisi del digital divide italiano in europa

Il presente documento vuole rappresentare un’analisi della situazione italiana sulla banda larga, in rapporto agli altri paesi europei.
Poiché la tecnologia xDSL, ed in particola l’ ADSL è quella che ha preso maggiormente piede i Europa, Italia compresa e rappresenta una soluzione tecnica comunque di alto livello per la banda larga, essa è stata il principale oggetto di osservazione della nostra analisi.

Copertura ADSL: Aspetti Tecnici

La tecnologia ADSL sfrutta il normale doppino telefonico per fornire connettività a larga banda.
La realizzazione di accessi ADSL implica l’installazione all’interno delle centrali telefoniche di nuovi apparati di accesso ed alcuni interventi di adeguamento sulla rete in rame. Ogni centrale deve poi disporre di collegamenti ad alta velocità (generalmente in fibra ottica, in alcuni casi tramite ponte radio) verso la rete di trasporto.

Situazione Europea

Paese

Copertura solo ADSL

Copert. banda larga (escluso satellite e HDSL)

Fonte

Belgio

97% (2001)

100 % (2001)

Governo federale (www.fgov.be)

Svizzera

95% (2002)

100% (2002)

Commissione Federale Comunicazioni (www.fedcomcom.ch)

Francia

95% (2004)

99% (2004)

Commissione Europea (europa.eu.int/pol/infso/)

UK

90% (2004)[1]

99,8% (2005)

97% (2004)

99,8 (2005)

Ufficio statistico governativo (www.statistics.gov.uk)

Germania

95% (2004)

100 % (2004)

Deutsche Telekom (www.telekom.de)

Olanda

85% (2002)

100% (2002)

XS4All (provider) www.xs4all.nl

Spagna

90% (2002)

90% (2002)

Studio Università di Madrid (isabel.dit.upm.es)

Portogallo

90% (2002)

90% (2002)

Studio Università di Madrid (isabel.dit.upm.es)

Irlanda

50% (2002)

N.D.

DSL forum report (www.dslforum.org)

Grecia

50% (2002)

N.D.

DSL forum report (www.dslforum.org)

1Non considerando la nuova tecnologia ADSL di British Telecom che permette di ottenere ovunque almeno 512K/128K. Questa entrerà in esercizio nel corso del 2005.

Situazione Italiana

I doppini telefonici che escono dalle case degli italiani sono collegati a circa 10.400 centrali telefoniche distribuite sul territorio nazionale.
Dall’avvio del servizio circa 4000 delle 10.400 centrali sono state ad oggi adeguate per offrire la banda larga, con una copertura territoriale corrispondente circa all’80% della popolazione.

L'Osservatorio Banda Larga dichiara che, con molta probabilità, il mercato porterà ad aggiornare non più di 2000 centrali entro il prossimo biennio, quindi entro la fine del 2006.Questa situazione porterebbe ad avere circa il 10% della popolazione, quindi all’incirca 6 milioni di persone, fuori da ogni possibile servizio a banda larga che non sia di tipo satellitare.

Una finta soluzione: Il satellite

In Italia nel corso dell’anno 2004, anche da fonti governative, è stata proposta come reale alternativa ai servizi a banda larga terresti, il servizio satellitare.
Tale soluzione tecnologia non è assolutamente paragonabile a quelle terrestri per i motivi di seguito analizzati.
Le offerte satellitari si suddividono in monodirezionale e bidirezionale.
Le prime prevedono la possibilità di download dei dati attraverso una parabola, mentre l’upload avviene tramite la propria connessione ad internet, generalmente dial-up ed eventualmente ISDN; in questo caso la limitazione è la necessità di tenere comunque la linea occupata durante la connessione e i costi stessi della telefonata.
Non considerando poi che anche utilizzando una flat dial-up questa, come gli stessi operatori dichiarano nei loro contratti, non è una connessione always-on, cosa che invece accade per le connessioni in fibra ottica e adsl.
Le alternative bidirezionali prevedono la possibilità di invio e ricezione tramite parabola, il loro costo si aggira nell’ordine delle centinaio di euro mensili e con un costo di attivazione e di attrezzatura nell’ordine dei 2000 euro.
Ulteriore limitazione tecnica di questo tipo di offerte è la loro forte dipendenza dalle condizioni atmosferiche, le quali limitano fortemente il segnale satellitare e in determinati casi impediscono la corretta connessione.
La soluzione satellitare infine è fortemente limitata a causa di un tempo di latenza molto alto, dovuto al fatto che il segnale viene ricevuto e/o trasmesso da satellite, e questo tempo rende inutilizzabile questo tipo di connessioni per molte applicazioni multimediali quali videoconferenze oppure il gioco on-line ed in generale per applicazioni real-time in Internet.
Questa limitazione tecnica è legata al fatto che la velocità con cui il segnale viene trasmesso è di circa 200.000 km/s e che i satelliti utilizzati per internet sono quelli in orbita geostazionaria, i quali si trovano a circa 36.000 km di altezza. Per maggiore chiarezza viene riportato una tipica sessione di comunicazione, osservando le 3 possibilità di connessione nella richiesta di una stessa risorsa.

Terrestre

Utente-> ISP -> Internet-> Risorsa->Internet-> ISP->Utente

Satellitare Monodirezionale

Utente-> ISP -> Internet->Risorsa->Internet->ISP->Punto SAT->SAT->Utente

Satellitare Bidirezionale

Utente->SAT->PuntoSAT->ISP->Internet->Risorsa->Internet->ISP->Punto SAT->SAT->Utente

Per semplicità, ma senza perdere assolutamente di significatività supponiamo che il valore del simbolo -> sia costante (C) e non tenga conto di eventuali ritardi della rete.
Il valore della connessione satellitare, ossia del simbolo -> invece è pari all’altezza del satellite, diviso la velocità con cui si muove il segnale, e quindi 36.000 km / 200.000 km/s, all’incirca 180 millisecondi.
Da questo si evince facilmente che per ottenere una stessa risorsa abbiamo la seguente situazione:

Tipo Connessione

Tempo

Terrestre

6 x C

Satellitare Monodirezionale

6 x C + 360 ms

Satellitare Bidirezionale

6 x C + 720 ms

Per rendere maggiormente l’importanza di questi valori, supponendo che la risorsa richiesta rappresenti un server per il gioco on line, in generale un valore medio accettabile (il 6 x C), è compreso tra i 40 e gli 80 millisecondi.Come si può facilmente comprendere avere un tempo fisso di ritardo che è 4 o addirittura 8 volte il valore medio accettabile non rende le offerte satellitari delle valide alternative per le connessioni ad internet, con buona pace di Operatori Sat e degli esponenti del governo.

La vera soluzione

La vera soluzione per combattere il digital divide in Italia è fare quello che del resto hanno fatto la maggior parte dei governi europei, cioè investire in copertura.
Gli altri paese hanno da tempo compreso che la banda larga è un mezzo estremamente potente per lo sviluppo e i loro investimenti lo dimostrano.
L’Italia in un certo senso è l’ultimo dei primi, abbiamo circa 2 anni di ritardo rispetto agli altri paesi, e ovviamente questo dato potrebbe peggiorare se non si prendono decisioni entro breve.
Il 10 % di popolazione che resterà scoperta è un dato sconcertante se paragonato alle percentuali di copertura sia attuali che future del resto d’Europa.
Accanto agli investimenti, concreti, per l’estensione della banda larga terrestre però non possiamo dimenticare un’alternativa che permetterebbe, non di risolvere il problema, ma sicuramente di coprire zone che attualmente sono fuori dalle logiche di mercato, le quali hanno trainato effettivamente l’estensione in Italia della banda larga; tale soluzione è il wireless, la cui normativa qui in Italia è fortemente limitativa non permettendo di fatto di sfruttare le reali potenzialità del servizio.
Una revisione di tale normativa, in senso più liberale permetterebbe a questo tipo di tecnologia di diventare una reale alternativa alla copertura terrestre, cosa che è avvenuta già in molti altri paesi, come ad esempio la Germania, e che è fortemente incentivata anche dalle amministrazioni americane.


Fonte: Anti Digital Divide





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